quattordicigiugnoduemilaquindici

Fra dieci giorni, a quest’ora, starò uscendo di casa, rossetto e vestito come un’armatura, per l’ultima notte in questa Sicilia spagnola, in questa città che mi ha fatto da casa per cinque mesi. Mangerò, berrò, molto vino e poca birra, riderò, sorriderò, oramai sono mesi che sorrido sempre, racconterò favole e realtà, ballerò, abbraccerò e probabilmente verserò qualche lacrima.

Ma più di tutto, dirò addio.

Un addio che avrà il sapore di un arrivederci, perché questa famiglia che si è creata in così poco tempo ha il retrogusto di verità, di conosciuto, di già vissuto. Dirò addio a una Giulia che non sarà mai com’è qui ora, anche se ormai è diventata parte di quella che sono; dirò addio a week-end spesi su pareti al sole, imbrago alla vita e mani bianche, a volte stanche, ma mai arrese, e notti in un furgone che sapeva di casa; dirò addio a un letto che scricchiola e pareti colorate; dirò addio a nottate che hanno il profumo di gelsomino, di sigarette condivise in silenzio con un amico, di sguardi complici con un’amica e di risate troppo vere per non essere belle. Saluterò i miei amici, quelle stesse persone che mi hanno voluto bene e a cui ho voluto bene dal primo momento in cui ci siamo incontrati. Volti che ho conosciuto in ostello lo stesso giorno in cui ho messo piede su terra sivigliana per la prima volta, volti che si sono aggiunti lungo la via. E io te lo dico, non è stata una coincidenza. Sono esattamente come dovrebbero essere, e sono tanto belli. Sono talmente fortunata che potrei versare lacrime di gioia.

Salirò su quell’aereo. E tutto cambierà.

Tornerò a una casa che sa di casa solo in parte, perché l’altro pezzo sarà sparso in giro per il mondo. Casa, ho scoperto, non è che un termine molto semplice per spiegare quello che senti quando tu sei tu, viva, presente, vibrante, esattamente dove dovresti essere, con le persone che ami. E quindi, in fondo, poco cambierà, se non la lingua che parlo. Ma anche questo muterà nuovamente, perché il mio posto è un po’ dappertutto al momento e lo zaino è sempre pronto. Non potrebbe essere altrimenti, perché questa fame d’avventura e di scoperta è troppo forte per essere ignorata, e io voglio saziarla. Quindi ripartirò, per vedere, toccare, respirare, assaporare, sentire sotto queste dita e sotto questi piedi nuove terre e gusti e colori e verità, per parlare lingue conosciute e sconosciute, per sentirmi sempre più viva, per osare, avere coraggio ed essere gentile, innamorarmi ogni ora della mia vita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...